Ceuta, un frammento d'Europa in Africa (Storie svizzere 2014, da Olivier Vogelsang) - Swiss Press Award

Tribune de Genève et 24 Heures
Olivier Vogelsang
Ceuta è una città spagnola di 74.000 abitanti, situata nello Stretto di Gibilterra, in territorio marocchino. Ex colonia fenicia, fu conquistata dai portoghesi nel 1415 e divenne possedimento spagnolo nel 1580. Ceuta si estende su 19 chilometri quadrati e costituisce un'importante posizione strategica nel Mediterraneo. Sebbene riconosciuta da un trattato alla Spagna, la sovranità di questa enclave rimane contestata dal Marocco, poiché si trova direttamente sul suo territorio. Oggi, Ceuta è meglio conosciuta come una porta d'accesso per i migranti. Una barriera di filo spinato costellata di sensori, lunga 8 km e alta 6 metri, è stata costruita dalla Spagna nel 2001 con un costo di 37 milioni di franchi, sovvenzionato dall'Unione Europea. Ogni anno, diverse migliaia di immigrati clandestini tentano di entrare nell'enclave di Ceuta e vengono generalmente indirizzati verso centri di residenza temporanea mentre le autorità spagnole valutano la loro situazione. L'enclave di Ceuta è anche un centro nevralgico del traffico di esseri umani, condividendo un confine di 8 km con il Marocco e trovandosi a un'ora di macchina dal porto di Tangeri. Ogni giorno, migliaia di donne attraversano il confine cariche di enormi sacchi che pesano fino a 70 chili. Le portadoras (facchini) o mujeres mulas (donne mule) sono impiegate dai commercianti di Ceuta per trasportare merci oltre confine, destinate alla vendita nei suk dei villaggi vicini. I funzionari doganali chiudono un occhio su questo traffico, che allevia in parte la povertà nel nord del Marocco e stimola il commercio di Ceuta, poiché l'enclave non ha né agricoltura né industria.
